Verso casa: lo spazio domestico nei romanzi multigenerazionali dell’Ottocento e del Duemila in Italia
DOI:
https://doi.org/10.15460/apropos.14.2230Palabras clave:
casa di famiglia, romanzo multigenerazionale, genealogia, memoria, ritornoResumen
La casa costituisce un topos centrale del romanzo multigenerazionale così come lo conosciamo dalla fine del XIX secolo. Nei Malavoglia (1881) di Giovanni Verga e nei Viceré (1894) di Federico de Roberto, per esempio, la dimora di famiglia non si riduce solamente allo spazio fisico in cui si muovono e interagiscono i personaggi, ma è anche metafora della discendenza stessa e del suo destino. Tale paradigma spaziale è mutato notevolmente nei romanzi multigenerazionali degli anni Duemila in Italia, come Fra due mari (2002) di Carmine Abate, Conta le stelle, se puoi (2008) di Elena Loewenthal e Canale Mussolini (2010) di Antonio Pennacchi. In questi testi, l’unità della casa, intesa come spazio originario della stirpe, è stata sostituita dalla sua lontananza nel tempo e nello spazio: ciò è sintomatico della divisione interna all’individuo, ma anche della ricerca intrapresa per trovare la propria identità e il proprio spazio nella genealogia familiare e nella Storia.
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