Vita da cani

La questione del randagismo e dell’abbandono dei cani nella stampa italiana dal 1871 al 2025

Autor/innen

DOI:

https://doi.org/10.15460/knbaab46

Schlagwörter:

randagismo, abandono, maltrattamento degli animali, diritti degli animali, analisi del discorso

Abstract

In Italia ci sono circa 65 milioni di animali d’affezione, di cui circa 20 milioni sono cani e gatti. Ogni anno circa 130 mila di loro vengono abbandonati. In Italia l’abbandono dell’animale è un reato, punibile con una multa o con una pena fino ad un anno di carcere. Spesso però il reato non viene denunciato oppure tutto si risolve con una pena sospesa.
Prima della legge quadro del 1991 canili e gattili servivano soprattutto per prevenire la diffusione della rabbia. Gli animali randagi o abbandonati venivano trasferiti in queste strutture per essere tenuti in osservazione e poi soppressi. La legge del 14 agosto 1991 in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo vieta l’uccisione degli animali. L’Italia firmando il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea si è impegnata a legiferare in specifiche materie per tutelare il benessere degli animali, nello stesso documento definiti “esseri senzienti”. Nonostante ciò, il fenomeno dell’abbandono animale, nonché la crudeltà verso gli animali d’affezione, è tuttora allarmante.
In questo articolo sono analizzate le modalità di rappresentazione del fenomeno del randagismo e dell’abbandono animale in Italia, tenendo in particolare conto della narrazione di come viene percepita l’identità  degli animali. L’analisi diacronica dei testi dedicati al fenomeno del cane e del randagismo nella società italiana ha permesso di vedere l’evoluzione della narrazione che in seguito ha portato a cambiamenti reali a livello legislativo. Con l’analisi testuale degli articoli, inchieste e reportage pubblicati sul Corriere della Sera tra il 1871 e il 2025 si possono individuare i cambiamenti nella storia dei rapporti reciproci tra il cane e l’uomo.  A tale scopo dal corpus sono stati estrapolati dei macrotemi, intorno ai quali si concentrava l’attenzione dell’opinione pubblica nell’arco di tempo considerato, ossia: diffusione e prevenzione della rabbia, randagismo, riforma dei canili.
Si valuta inoltre quanto il linguaggio comunemente usato per parlare del maltrattamento degli animali sulla stampa possa influire sul cambiamento della mentalità e successivamente di una legislazione che considerava gli animali solo beni (e quindi oggetti) materiali.

Autor/innen-Biografie

  • Katarzyna Maniowska, Maria Curie-Skłodowska University

    Docente presso l’Istituto di Linguistica e Letteratura dell’Università Marie Curie-Skłodowska. Italianista, traduttrice. Ha conseguito il dottorato in scienze umanistiche presso l’Università Jagellonica. Laureata presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (Master in didattica di italiano LS/L2). Interessi scientifici e aree di ricerca: poetica della traduzione, traduzione di testi specialistici, comunicazione interculturale, interferenze linguistiche. Ha pubblicato, tra l’altro, su Romanische Forschungen (“In una ragna di parole. Bufalino al confine tra il linguaggio scientifico e poetico"); Moderna Språk (“La poeticità nel linguaggio medico, la scientificità del linguaggio letterario: Analisi di narrazioni su malattie”). Autrice delle monografie Una panoramica sui documenti medici con commento linguistico (2021) e Italiano della medicina. Testi con esercizi (2019). Privatamente volontaria presso un canile.

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  1. In pursuit of the cinematic experience
    S. Zanotti (2025)
    Translation Spaces
    DOI: 10.1075/ts.25003.zan

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2025-09-20

Akzeptiert

2026-03-26

Veröffentlicht

2026-06-30

Zitation

[1]
Maniowska, K. 2026. Vita da cani: La questione del randagismo e dell’abbandono dei cani nella stampa italiana dal 1871 al 2025. apropos [Perspektiven auf die Romania]. 16 (Juni 2026), 11–24. DOI:https://doi.org/10.15460/knbaab46.